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pubblicato il 3 Novembre, 2009
pubblicato il 28 Ottobre, 2009

TRASFORMA IN AZIENDE PRIVATE GLI ATENEI PUBBLICI
E PEGGIORA IL PRECARIATO

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28 ottobre la bozza del disegno di legge di “riforma” dell’Università. Il testo finale peggiora i termini delle precedenti versioni: prevede ulteriori tagli ai finanziamenti pubblici degli atenei in rosso, programmandone il commissariamento o la chiusura.
Resta confermata la svendita della gestione e la “mission” stessa degli atenei pubblici ai privati che entreranno nei Consigli d’Amministrazione direttamente nominati dai rettori insieme a “prestigiosi” consulenti e magari qualche politico locale. Il CDA sarà costituito al massimo da 11 componenti, rettore compreso, di cui solo 4 eletti tra l’ Accademia. Le rappresentanze dei lavoratori vengono espulse dagli organi accademici, quelle degli studenti, con un sola presenza, ridotte al puro “diritto di tribuna”.

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Al Magnifico Rettore

Prof. Renato Lauro

Al Direttore Amministrativo

Dott. Ernesto Nicolai

S  E  D  E

Magnifico Rettore  Egregio Direttore,

Vi scriviamo nel tentativo di riannodare il filo di un discorso ormai da molto  tempo interrotto, nonostante le rassicurazioni e gli atteggiamenti incoraggianti. Per questo motivo vogliamo chiedervi di programmare a breve scadenza un incontro con le parti sociali per affrontare tutti quegli argomenti, di primaria importanza per il personale, che lasciammo in sospeso dopo il primo approccio all’ inizio del 2009.

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Abbiamo partecipato ieri pomeriggio all’incontro governo-parti sociali che si è svolto a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro Brunetta e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta, di presentazione del testo di decreto di riforma della Pubblica Amministrazione.  Si è trattato dell’ultimo passaggio, del tutto formale, prima della presentazione del testo definitivo,  che dovrebbe essere approvato venerdì 9 dal Consiglio dei Ministri.  Dopo l’approvazione il decreto sarà poi efficace a tutti gli effetti una volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale .

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