TOR VERGATA, L’UNICA UNIVERSITA’ CHE
DECIDE LE FERIE DEL PERSONALE PER 15 GG. L’ANNO
In anticipo rispetto al solito, l’Amministrazione ha inviato la circolare per la programmazione delle ferie obbligatorie 2017 per la chiusura dei locali universitari. Leggiamo che per il prossimo ferragosto, le ferie/chiusure dei locali termineranno di martedì 22 agosto!
Che senso ha l’operazione? Così si completa il totalizzatore dei 15 giorni di ferie indisponibili per il personale?
Molti recepiscono il dover subire un esercizio di potere che sconfina nell’arbitrio e che abbiamo sentito di dover rappresentare al Direttore Generale, al termine dell’ultima seduta di contrattazione.
Il Dr. Colpani ci ha risposto che ormai aveva chiuso un accordo con gli altri sindacati e che gli dispiaceva che non avessimo potuto partecipare all’incontro in cui era stato discusso l’argomento.
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PER LA PAR CONDICIO … NEGATA L’AULA PER L’ASSEMBLEA
COMUNICATO STAMPA
Domani, 30 novembre 2016, il Comitato per il NO di Tor Vergata ha organizzato presso la aula 3 della Macroarea di Scienze un incontro dal titolo:
“Verso il referendum sulla riforma costituzionale. Perché NO? Costituzione, pluralismo, dissenso”.
Nonostante la richiesta di autorizzazione all’utilizzo dell’aula presentata in data 18 novembre 2016, ad oggi abbiamo ricevuto dall’Ateneo solo un generico richiamo alla par condicio come criterio guida nella autorizzazione di iniziative incentrate sul Referendum, in cui si ribadisce anche che sarebbe stato il Rettore a valutare “di volta in volta le richieste”. Nessuna esplicita autorizzazione o proibizione scritta è invece seguita alla nostra richiesta, ma solo un rifiuto verbale, espresso sulla base di una presunta violazione delle condizioni di par condicio derivante dalla nostra iniziativa (???). Ma tutte le nostre locandine sono state rimosse dalle bacheche.
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Segnaliamo una iniziativa del “Comitato per il NO Tor Vergata”
MERCOLEDI 30 NOVEMBRE 2016 alle 14.00
in AULA 3 – FACOLTÀ di SCIENZE MFN
dal titolo
“Verso il Referendum sulla riforma costituzionale
PERCHÈ NO? COSTITUZIONE, PLURALISMO, DISSENSO”
Il dibattito sarà introdotto dalle relazioni di:
Prof.ssa ROBERTA CALVANO, costituzionalista
Avv.ssa MICHELA ARRICALE, comitato nazionale per il NO
Tutte le interessate e tutti gli interessati sono
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Lettera aperta alle Studentesse e agli Studenti dell’Università di Tor Vergata
Art. 17 della Costituzione della Repubblica
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Cara Studentessa, caro Studente,
ci rivolgiamo a te in questa forma un po’ inconsueta della Lettera perché al “Comitato per il NO” dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ è stato impedito l’uso delle aule per tenere delle assemblee, libere, aperte, democratiche per illustrare i problemi del referendum e discuterne tutti insieme faccia a faccia.
La negazione di un diritto sancito dalla nostra Costituzione (quello di riunione) è stato motivato dalle Autorità accademiche di ‘Tor Vergata’ con il più surreale dei pretesti: che la nostra assemblea avrebbe violato…la par condicio.
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NON UNA DI MENO:
26 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO LE VIOLENZE
SULLE DONNE
In Italia 6.788.000 donne hanno subito violenza nell’arco della loro vita e dall’inizio del 2016 sono già 93 i casi di femminicidio. La maggior parte delle violenze di genere si consuma nel “rassicurante” ambiente domestico per mano di uomini conosciuti e, principalmente, incapaci di accettare scelte di autodeterminazione delle donne. La violenza di genere non è frutto di un raptus, né la manifestazione di una patologia, ma un fenomeno strutturale che origina dagli squilibri nei rapporti di genere e sociali. Non è un caso che la maggior parte delle vittime di violenza siano donne che cercano, anche attraverso il lavoro, di percorrere la faticosa strada dell’indipendenza e dell’autonomia.
La crisi economica continua a falcidiare posti di lavoro, creando insicurezza e precarietà per milioni di persone, e ha ridisegnato il mercato del lavoro con forme sempre più atipiche e non stabilizzate, dove maggiore è la percentuale delle donne.
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