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pubblicato il 26 Ottobre, 2010
Care colleghe e cari colleghi,
Mi chiedo e vi chiedo:
1) Non era forse importante esaminare quanto successo in Parlamento sull’università nei giorni precedenti la seduta del 19 ottobre u.s.?  (vedi rassegna stampa: http://web.uniroma2.it/modules.php?name=RassegnaStampa&op=archivio&id_rassegna=585)
 
2) Non era forse importante discutere a fondo, con riferimento alle dichiarazioni dei Ministri Tremonti e Gelmini (Vedi articolo del Sole24Ore allegato), del prossimo consuntivo e del bilancio di previsione?
 
3) Non era forse importante coinvolgere il Senato circa i criteri guida con i quali ci si appresta a varare il prossimo Piano di programmazione triennale?
4) Non era forse importante discutere sulle aspettative del personale rispetto alle scadenze delle progressioni orizzontali – non dal punto di vista “tecnico” (per questo vi è il tavolo istituzionale della Contrattazione) – dal punto di vista della programmazione e della pianificazione dei futuri interventi organizzativi?
5) Non era forse il caso di fare esattamente come si era fatto con gli arretrati “dovuti” ai docenti: per i quali, onde evitare il rischio di perderli, si è trovato il modo di pagarli? Come ben ricorderete  (http://www-2022.usb.uniroma2.it/index.php/archives/520), nel caso dei docenti si ricorse, con urgenza (con il beneplacito della Cgil d’Ateneo, vedi comunicato 11 gennaio 2010) ad ogni strumento utile per trovare la soluzione: circa 12 milioni di euro. Non disponendo di dati contabili certi, per il momento  evito di commentare la provenienza di tale risorsa, anche se sarebbe molto utile approfondire l’argomento.

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pubblicato il 21 Ottobre, 2010

 

Gelmini prima taglia i fondi e poi urla al fallimento!!

La delusione del min. Gelmini per l’ampiezza e l’autorevolezza del movimento di opposizione al suo DDL-sfascia-Università è tale che ormai il ministro passa alle “minacce”. La sua ultima dichiarazione va infatti in questa direzione:             alcune Università dovranno chiudere  !                                                                             E per quanti credevano di poter chiudere il contenzioso con qualche fondo in più per tacitare la protesta (9000 posti in 6 anni per i ricercatori) un’ennesima doccia fredda: forse i fondi verranno stanziati a fine anno, forse ancora più in là…

 Insomma il ministro insiste: niente “riforma” niente fondi !

 Incurante del fatto che chiudere atenei, in un Paese in piena crisi economica, apre pesanti problemi sociali per le popolazioni e territori che le ospitano oltre che per gli addetti, il ministro crede di poter scaricare su qualche disgraziato ateneo il risultato di anni di politica dissennata di tagli ai bilanci.

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pubblicato il 21 Ottobre, 2010

 Comunicato stampa   

  Ricercatori peruna Università Pubblica, Libera, Aperta   

 www.rete29aprile.it
 

  Gianfranco Fini: senza risorse la riforma dell’università non passa  

 Le parole pronunciate dal presidente Fini all’inaugurazione dell’anno accademico a Foggia sono accolte con particolare attenzione dalla Rete29Aprile.Esse possono però avere un duplice valore: essere l’ennesima scaramuccia verbale interna al governo, oppure rappresentare un chiaro segnale che, finito il tempo dei proclami sensazionalistici e dell’uso di vuote parole d’ordine ad effetto, una parte almeno della maggioranza sta cominciando a considerare la riforma dell’università per ciò che è: una riforma strategica e tale da caratterizzare per decenni il futuro dell’alta formazione della ricerca in Italia.

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pubblicato il 21 Ottobre, 2010

1. Fini non legge, Confindustria, CRUI e L. Berlinguer si’.

 Il Presidente della Camera, riferendosi al Disegno di Legge sull’Universita’, fermato proprio alla Camera dalla protesta di tutto il mondo universitario, ha dichiarato che se non si impegnano fondi per promuovere la meritocrazia “si tradisce lo spirito della riforma”, e quindi “a quel punto sarebbe meglio ritirarla”.

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