Per la cancellazione del debito, il potenziamento delle funzioni pubbliche e dei servizi sociali, l’apertura immediata dei rinnovi contrattuali
MARTEDI 6 SETTEMBRE
SCIOPERO INTERA GIORNATA
con manifestazioni regionali:
Roma, Largo Ricci (Fori imperiali, ang. Via Cavour) – ore 9,30
I LAVORATORI PUBBLICI IL 6 SETTEMBRE SCIOPERANO CON IL SINDACALISMO DI BASE
CONTRO LA PIU’ PESANTE MANOVRA ECONOMICA DAL DOPOGUERRA A OGGI
E’ una manovra repressiva e criminale, oltre che recessiva e depressiva ! Una manovra che impone sacrifici solo per “contenere” un debito destinato a crescere sempre di più, perché frutto di questo sistema liberista.
“Dopo” non ci saranno tempi migliori, ma solo altre e continue manovre, come la storia degli ultimi vent’anni dimostra. E’ dal 1992 che i lavoratori italiani subiscono attacchi pesantissimi al salario e ai diritti in nome dell’entrata dell’Italia nell’Unione Europea; cgil, cisl uil hanno contribuito fortemente a questo passaggio sottoscrivendo accordi con governi e Confindustria, fino a quello sottoscritto lo scorso 28 giugno!
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Lo scorso martedì 18 luglio si è tenuta l’ultima delle tre sedute di Senato Accademico, programmate per la discussione e approvazione del testo licenziato dalla “Commissione per l’adeguamento dello Statuto alla normativa vigente (legge n. 240/2010)”.
Abbiamo votato contro l’approvazione del nuovo Statuto, nonostante alcuni risultati ottenuti, poiché riteniamo non siano state colte le opportunità date dall’Autonomia, che la Costituzione ancora preserva, di attenuare il modello accentratore e l’assetto para-aziendalistico preteso dalla Riforma Gelmini, ampiamente contrastata all’interno e fuori dalla comunità universitaria. E’ stato l’unico voto contrario: la nostra è stata la conseguenza di un’ opposizione motivata, ma mai restia al dialogo, come sa chi ha seguito le nostre informative.
ENTRIAMO NEL CONCRETO DELLE MOTIVAZIONI:
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L’amministrazione ha inviato la circolare con le nuove disposizioni sull’orario di lavoro che saranno attuate dal 1° di settembre.
Le controproposte sindacali, comunicate con una lettera unitaria e ribadite nell’ultimo incontro di contrattazione, hanno indotto l’amministrazione a contenere in qualche misura le restrizioni e a doverle supportare con l’integrazione di una serie di riferimenti normativi contrattuali e legislativi.
Come USB abbiamo evidenziato al Magnifico Rettore che nel redigere le prescrizioni e nel citare le norme, l’Amministrazione si è “dimenticata” di considerare che anche in tema di orario di lavoro le regole prescrivono non solo doveri ma anche diritti, alcuni inalienabili, per particolari situazioni personali e familiari dei lavoratori (leggi tutto in allegato).
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La manovra succhia il sangue ai ceti sociali più deboli,
ma ai mercati finanziari non basta.
Nello stesso giorno in cui veniva definitivamente varata la peggior manovra che la repubblica italiana abbia mai conosciuto e che tutti gli analisti valutano in 78/80 miliardi a regime, l’ISTAT pubblicava il rapporto 2010 sulla povertà in Italia.
La fotografia che ne scaturisce parla di un paese socialmente impoverito, con 8.272.000 persone, quasi mezzo milione in più del 2009, in condizione di povertà relativa che vivono, cioè, con meno di 496 euro a testa e con 1.156.000 famiglie in condizione di povertà assoluta, non in grado cioè di godere dei beni e dei servizi considerati il minimo indispensabile per una vita al limite della decenza. E non pensiamo che questo livello di povertà colpisca i settori più emarginati, tra questi poveri il 6% è costituito da lavoratori, quelli che ora vengono definiti working poor, un termine che nasconde una drammatica realtà!
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