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Nonostante il silenzio stampa dei giornalisti  di varie testate tv e dei quotidiani, in corteo per Roma e in tante altre città  c’ eravamo e numerosi, pur essendo manifestazioni a carattere solo regionali.

Non solo i giornalisti ci sembrano ormai incapaci di descrivere i fatti d’attualità per come accadono, senza silenzi opportunisti e strumentali, ma dobbiamo dire che anche la categoria dei “cervelloni” in generale (vogliamo riferirci agli economisti, sociologi, commentatori politici ecc, dai professori universitari ai perfetti sconosciuti) aprono la bocca per comunicarci dappertutto le loro idee luminose purtroppo … a posteriori, ovvero a disastro avvenuto. Nessuno di questi comodi benpensanti contraddiceva il governo e Tremonti quando essi sostenevano che l’Italia era migliore degli altri Paesi e che tutto andava bene!

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20.000 manifestanti a Roma, 10.000 a Milano ed altrettanti a Bologna: 5.000 a Napoli e a Firenze, 2.000 a Torino, 1.000 a Lecce.

Gremite tutte le piazze, nelle tante altre manifestazioni territoriali – da Palermo a Genova, da Cagliari a Mestre, da Ancona a Pescara – che questa mattina hanno accompagnato lo sciopero generale indetto per l’intera giornata da USB ed altre sigle del sindacalismo indipendente e autonomo, che ha portato al blocco dei trasporti ed alla chiusura di tanti uffici pubblici.
Dopo la protesta di ieri a Milano, che ha visto l’occupazione degli uffici della borsa, il testimone è passato a Roma, dove il partecipato corteo si è trasformato in presidio permanente in Piazza Navona, in cui è stata allestita una tendopoli che intende accompagnare l’esame della manovra in Senato.

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pubblicato il 5 Settembre, 2011

     Roma – sabato, 01 ottobre 2011

 Noi partecipanti all’assemblea del 1° ottobre a Roma: “Noi il debito non lo paghiamo. Dobbiamo fermarli” ci assumiamo l’impegno di costruire un percorso comune.

  Tale percorso ha lo scopo di affermare nel nostro paese uno spazio politico pubblico, che oggi viene negato dalla sostanziale convergenza, sia del governo sia delle principali forze di opposizione, nell’accettare i diktat della Banca Europea, del Fondo Monetario Internazionale, della Confindustria e della speculazione finanziaria. Vogliamo costruire uno spazio politico pubblico, che rifiuti le politiche e gli accordi di concertazione e patto sociale, che distruggono i diritti sociali e del lavoro. Vogliamo costruire uno spazio politico pubblico nel quale si riconoscono tutte e tutti coloro che non vogliono più pagare i costi di una crisi provocata e gestita dai ricchi e dal grande capitale finanziario e vogliono invece rivendicare sicurezza, futuro, diritti, reddito, lavoro, uguaglianza e democrazia.

  ‘NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO’: Documento finale dell’assemblea del 1° ottobre a Roma, teatro Ambra Jovinelli -foto

 http://www.libera.tv/noi-il-debito-non-lo-paghiamo

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 L’APPELLO PER L’ASSEMBLEA “NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO“:

 5 proposte per un fronte comune contro il governo unico delle banche.

   Ci incontriamo il 1° ottobre a Roma
  (Per adesioni: appello.dobbiamofermarli@gmail.com)
 
 E’ da più di un anno che in Italia cresce un movimento di lotta diffuso. Dagli operai di Pomigliano  e Mirafiori agli studenti, ai precari della conoscenza, a coloro che lottano per la casa, alla mobilitazione delle donne, al popolo dell’acqua bene comune, ai movimenti civili e democratici contro la corruzione e il berlusconismo, una vasta e convinta mobilitazione ha cominciato a cambiare le cose. E’ andato in crisi totalmente il blocco sociale e politico e l’egemonia culturale che ha sostenuto i governi di destra e di Berlusconi. La schiacciante vittoria del sì ai referendum è stata la sanzione di questo processo e ha mostrato che la domanda di cambiamento sociale, democrazia e di un nuovo modello di sviluppo economico, ha raggiunto la maggioranza del Paese.

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SCIOPERO 6 SETTEMBRE DEL SINDACALISMO DI BASE.

– venerdì, 02 settembre 2011

Partecipazione sciopero generale USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas, USI del 06 Settembre

La manovra economica attacca pesantemente i diritti delle lavoratrici e dei lavoroatori, inoltre tende a colpire le fasce più deboli della popolazione. Tramite questo provvedimento si ripropone in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare il 12 e 13 giugno. Il popolo italiano con i referendum ha detto no alla cessione al mercato dei beni comuni e no ai profitti sull’acqua. Il Governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie ma arriva a disconoscerle ripresentando la privatizzazione dei servizi pubblici locali. In questo modo si tende a svilire la forte domanda di partecipazione alla vita politica del paese che è venuta dai referendum.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, pertanto, intende mobilitarsi per contrastare l’approvazione di una manovra economica iniqua e sbagliata.

Sulla base delle modalità con cui il Forum dei Movimenti per l’Acqua si relaziona con le organizzazioni sindacali si comunica che parteciperà allo sciopero generale indetto da USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas, USI per il 06 settembre e invita i propri comitati territoriali a prendere contatti con le strutture locali dei sindacati di base al fine di prendere parte alle manifestazioni per portare il proprio contributo.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 Altri Messaggi di adesione e sostegno:

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