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pubblicato il 1 Dicembre, 2010

In allegato il testo dell’ipotesi di accordo che insieme alle procedure per il REFERENDUM, saranno illustrati nell’ assemblea indetta dalle OO.SS. firmatarie e dalla RSU, pevista per oggi alle ore 11,30 presso l’aula n.4 della Romanina.

 E’ stata una trattativa molto complessa che, dopo vari incontri , ha portato a un risultato che noi non riteniamo entusiasmante, ma accettabile vista la situazione critica dal punto di vista finanziario e dei vincoli delle norme che – purtroppo – stanno peggiorando le condizioni dei rapporti di lavoro. Non tutte le sigle hanno condiviso tale posizione.

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pubblicato il 30 Novembre, 2010

Il ddl avanza. La Gelmini è serena, la piazza non la turba, dai piani alti quasi non si sente. Gli studenti in corteo sono una minoranza di fuoricorsodisinformati, i ragazzi seri sono a casa a studiare ed ad impegnarsi per uscire con il massimo dei voti.

Solo per questi ultimi si apriranno le strade dei contratti a chiamata, degli stage gratuiti, dell’apprendi(poco)stato, dei co.co.co. e co.co.pro.fitti (altrui), dei tempi determinati interminabili.

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pubblicato il 29 Novembre, 2010

Il Presidente della CRUI, prof. Decleva ha tentato di raccontare all’opinione pubblica che il DDL Gelmini poteva e doveva essere approvato perchè il problema dei finanziamenti era risolto (vedi legge di stabilità che richiama maggioranza ed opposizione alla responsabilità nazionale).      Invece il 24-25 novembre, i rettori si sono svegliati con la clamorosa bocciatura arrivata con la rivolta del mondo universitario e le dilaganti proteste degli studenti. Poi all’interno nella stessa CRUI, per la prima volta, emerge una spaccatura proprio sull’impianto dell’intero DDL Gelmini. La propaganda della CRUI e del Governo si sta sgretolando contro le ragioni fortissime della verità che diventa coscienza di massa negli atenei, nelle scuole e nelle piazze.

 La protesta alimenta una vera crisi di coscienza in chi ormai non può più sottrarsi alla responsabilità pubblica del mandato elettivo a governare un ateneo statale e non ad eseguire i dettati padronali di confindustria che ha un solo interesse: mettere a profitto privato l’enorme patrimonio strumentale ed immobiliare dell’università pubblica italiana con l’assoggettamento contrattuale e legislativo dei lavoratori cognitivi cui si impone schiavitù e precariato. Smantellare, privatizzare e precarizzare l’Università Pubblica, è questa la verità svelata che politici, intellettuali e media subordinati tentano ancora di nascondere. Ci provano criminalizzando la protesta, ci provano con la repressione mediatica della verità.

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pubblicato il 26 Novembre, 2010

La situazione è assai complicata.  Sottolineiamo che la contrattazione è stata convocata troppo tardi: a ridosso della fine dell’anno e all’ultimo momento utile per  poter effettuare (forse) le progressioni orizzontali.

All’ incontro di Mercoledì 24 ci hanno comunicato che le richieste sindacali sono state in parte accolte:

  • saranno reperite le risorse per coprire Il buco di  350.000,00 euro. Quindi il salario accessorio per il 2011 non dovrebbe subire decurtazioni.
  • Le nuove risorse non sufficienti, però, per finanziare anche le progressioni orizzontali.

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