Nella seduta di contrattazione del 30 novembre è stata presentata la nuova delegazione di parte pubblica. Sostanzialmente non è cambiata, eccetto per la partecipazione del Prof. Antonio Vallebona che sostituisce il direttore Amministrativo, Avv. Mauro Pirazzoli.
Il nuovo delegato non costituisce una novità per le OO.SS., essendo quest’ultimo un docente di diritto del lavoro presso Tor Vergata e presidente della delegazione trattante dell’Università. Quindi noi lo conosciamo bene: pragmatico e concreto quando deve arrivare a concludere (il che capita raramente) e un sottile temporeggiatore quando non bisogna dare risposte (il che capita più spesso).
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FRANCESCO PROFUMO
(Se lo conosci lo eviti !)
Dunque il prof. Profumo, rettore del Politecnico di Torino, è il nuovo Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Succede a un pessimo ministro ma non sembra promettere di essere migliore a guardare quanto succede nel suo ateneo. Nei giorni scorsi la Rappresentanza Sindacale Unitaria RSU del “suo” Politecnico di Torino ha avviato, assieme a USB e UIL, le procedure per lo sciopero….
Le contestazioni riguardano le sue scelte autoritarie nei confronti del personale t-a, dei precari, l’assenza di confronto sui processi di “riorganizzazione” dell’ateneo, il mancat0 rispetto di accordi contrattuali, insomma un pò di tutto di quella strumentazione autoritaria e classista che le caste pubbliche e la managerialità privata adoperano nei confronti del lavoro e dei lavoratori.
Leggiamo il suo curriculum a cura di USB Politecnico di Torino:
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO, perchè … condividiamo.
DEL MONTE HA DETTO SI!
Dopo l’uomo della Provvidenza, l’uomo dell’iper liberismo.
Con la nomina del Professor Mario Monti alla Presidenza del Consiglio, possono definitivamente cadere tutte le fandonie illusorie con cui ci hanno bombardato in questi anni, circa la possibilità di “governare democraticamente” il capitalismo.
Dopo l’Uomo della Provvidenza, assume il potere l’Uomo degli organismi sovranazionali, finanziari ed economic: l’uomo dei mercati e delle banche. Viene così rimossa del tutto la sovrastruttura politica, si svelano e si affermano quelle che sono le vere forze di potere, per loro natura trasversali alla compagini partitiche e che sono la quintessenza stessa del regime economico in cui viviamo.
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La prima considerazione da fare in merito alla manifestazione del 15 ottobre è che sono scese in piazza 500.000 persone che hanno dimostrato che in tutto il paese esiste un forte e diffuso dissenso che esprime un punto di vista sociale non omogeneo al proprio interno ma che sicuramente fa emergere una rinnovata voglia di protagonismo e di cambiamento e la necessità di proposte ed alternative radicali.
Non si tratta esclusivamente di mandare a casa il governo Berlusconi, ma di comprendere che la causa e la regia internazionale della crisi che sta producendo povertà, precarietà e assoluta incertezza per il futuro, è la politica delle banche e della finanza che per continuare ad accumulare profitti sta distruggendo le politiche e le economie di interi paesi, Italia compresa. Una dittatura che si è manifestata ultimamente con estrema violenza istituzionale nella lettera di Mario Draghi e del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet che hanno imposto condizioni, tempi e modalità delle misure economiche di uno stato sovrano, in nome e per conto dei mercati e di chi dietro a questo paravento continua a fare profitti.
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