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pubblicato il 7 Febbraio, 2011
 Continuiamo ad invitare i lavoratori a sottoscrivere la petizione per la costituzione democratica della Commissione Statuto, promossa dal  Coordinamento per l’università pubblica a cui noi partecipiamo, perché la petizione parla anche del personale tecnico-amministrativo (http://www.petitiononline.com/q257t0rv/petition.html).
 In stretto collegamento con le motivazioni e  i contenuti della petizione, giovedì scorso, insieme alla RSU, CISL, CGIL e CSA-CISAL, abbiamo inviato al Rettore, al Senato Accademico e al CdA una richiesta  (in allegato) per ribadire che il percorso verso la definizione del nuovo statuto,  attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti dell’ateneo, risponda a principi di trasparenza e democrazia.        Come  RdB-USB,  abbiamo  sentito la necessità di richiedere che in particolare sia garantita la rappresentanza del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, individuata a seguito di consultazione dei lavoratori. Siamo convinti , difatti, che l’attuazione della Riforma Gelmini – nel ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia e autonomia nell’università – interessa e colpirà ancora di più  il personale t-a.

 Andiamo nel concreto, citando alcuni articoli della Legge:

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pubblicato il 31 Gennaio, 2011

Giovedi 26 gennaio si è tenuta  presso la Facoltà di Scienze la riunione promossa da alcuni ricercatori    dell’ateneo, a cui ha partecipato anche il Preside della Facoltà.
Al termine della riunione è stata approvata la petizione per la Commissione che dovrà redigere il nuovo statuto ed inoltre si è costituito il “Coordinamento per l’Università Pubblica Tor Vergata” .
In attesa dei banchetti per la raccolta delle firme, si può sottoscrivere la petizione on-line  al   seguente indirizzo:

http://www.petitiononline.com/q257t0rv/petition.html

Di seguito un resoconto della riunione, redatto da una ricercatrice:

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pubblicato il 25 Gennaio, 2011

                   APPROVATA LA RIFORMA GELMINI,

                 LA  MOBILITAZIONE NON SI FERMA.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio, la legge 240/2010 (Riforma dell’Università – cosiddetta Gelmini) entra in vigore il 29 gennaio.

 Anche se la legge prevede l’emanazione successiva di 42 provvedimenti legislativi per essere completamente attuata, entro 6 mesi dall’entrata in vigore le università devono adeguare lo statuto alla nuova normativa.  E in quasi tutti gli Atenei, i Rettori si stanno adoperando, celermente, per istituire  la “Commissione” (composta da 15 elementi, di cui 6 nominati dal Senato Accademico e 6 dal CdA, 2 studenti e il Rettore che la presiede): una sorta di organo costituente con il compito di redigere il nuovo Statuto.

In alcuni atenei, associazioni e comitati di ricercatori  e professori associati, le  RSU si stanno mobilitando con petizioni e raccolta di firme per chiedere ai Rettori, a  garanzia dei livelli di democrazia negli atenei,  che  la Commissione sia costituita attraverso l’eleggibilità dei componenti che devono assicurare la rappresentanza di tutte le categorie.  
Questa è pure la linea che USB-Università ha deciso di portare avanti nelle sedi dove è presente.

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pubblicato il 21 Gennaio, 2011

L’incontro di trattativa decentrata del 12 gennaio, dopo una fugace apparizione del delegato del Rettore, prof. Vallebona, si è conclusa con l’abbandono di tutte le rappresentanze sindacali dal tavolo delle trattative. I delegati sono rimasti in attesa dei rappresentanti di questa amministrazione dalle 13,00 alle 14,15, senza alcuna spiegazione circa le ragioni ed il protrarsi del ritardo.

Con questo atteggiamento abbiamo voluto dare un segnale preciso nell’eventualità di dover constatare, nonostante le parole di elogio spesso indirizzate al personale dai vertici di questo ateneo, che le recenti normative, tese a penalizzare non solo l’economia ma la dignità dei dipendenti, possano aver aperto una breccia anche nel nostro ateneo.

All’accaduto sconcertante associamo voci che da troppo tempo circolano per i corridoi dell’università rispetto alla probabilità che l’Amministrazione voglia togliere o ridurre i ticket e le indennità legate all’orario di lavoro e che i sindacati siano disponibili ad accettare i tentativi di introdurre misure restrittive, come il taglio del salario, facendo pagare solo al personale le difficoltà di bilancio.

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